
Sono un fotografo. Nato nel 1999 in Valle d’Aosta, cresciuto tra montagne che mi hanno insegnato, fin da subito, a osservare: la luce che cambia, i dettagli nascosti, i momenti che durano un secondo e poi spariscono.
Ho iniziato senza troppe regole. Viaggi, amici, giornate nei boschi con una macchina in mano e solo l’istinto a guidarmi. Cercavo qualcosa che mi colpisse davvero. Non sapevo ancora cosa fosse, ma lo riconoscevo quando lo trovavo.
Poi è entrata in gioco un’altra grande passione: il cibo.
Cresciuto in una famiglia dove la qualità a tavola era un valore — non un’abitudine — ho sviluppato nel tempo uno sguardo che andava oltre l’estetica. Capire cosa c’è dietro un piatto, chi lo ha pensato, come si racconta: questa è diventata la mia ossessione.
Il punto di svolta è stato il ristorante di famiglia sulle piste di Pila. Avevo 14 anni.
Osservavo, scattavo, mangiavo. Un processo semplice che, senza che me ne accorgessi, stava già diventando un mestiere.
Da lì, tutto è stato conseguenza naturale: i primi lavori, le prime attrezzature comprate con i risparmi. Un passo alla volta, costruendo qualcosa di concreto.
Oggi il mio lavoro unisce estetica e strategia. Non mi interessa creare semplicemente una bella immagine: voglio costruire contenuti che raccontino un’identità, valorizzino un prodotto, parlino al cliente giusto con un linguaggio riconoscibile e coerente.
Ogni progetto è diverso. L’obiettivo è sempre lo stesso: trasformare ciò che fai in qualcosa che si veda. E non si dimentichi.